lunedì 14 gennaio 2013

Regali dell'Unione Europea alle #Banche.

Il titolo apparso su Wall Street Italia il 21 dicembre scorso e' lapidario:
“Senza vergogna: UE ha regalato alle banche il 13% del PIL.”
L'articolo spiega che mentre l'economia reale non riesce ad ottenere credito per lo sviluppo, l' Unione Europea, grazie all’opera della BCE, avrebbe "rimpinguato" di ben 1600 miliardi di euro le casse dei Banchieri, “privilegiati del sistema Europa”. 
Fortunatamente si specifica che il 60% di questi finanziamenti e' stato "divorato" da Gran Bretagna, Irlanda e Germania per cui almeno il sistema bancario italiano, se non può considerarsi assolto, può almeno invocare le attenuanti generiche.
Tale somma è, in prevalenza, l'ammontare dei finanziamenti ricevuti dal sistema bancario nel periodo 2008-2011, operazioni di rifinanziamento a tre anni (LTRO - Long Term Refinancing Operation) concesse alle Banche, ad un tasso agevolato, dietro costituzione di collaterale di pari importo in garanzia.
Per accedere a tali operazioni straordinarie, infatti, le Banche hanno depositato presso la Banca Centrale Europea assets di proprietà costituiti da obbligazioni, Titoli di Stato o garantiti.
Il tasso fisso applicato, pari all’1%, fu considerato molto aggressivo ed un banchiere tedesco definì, all’epoca, tali operazioni “money for free”; questa espressione deve, forse, essere riconsiderata.
A fine 2012, i tassi ad un anno sul mercato interbancario hanno chiuso ad un livello di 0,54% per cui diverse sono le Banche che stanno valutando il rimborso anticipato dei prestiti ricevuti e c’e’ stato già un annuncio in tal senso da parte di una banca internazionale.
Al di la dei toni coloriti dell’articolo, è evidente che non c’e’ stato nessun “regalo” e che nessuno ha “divorato” niente.
La Banca Centrale Europea, assolvendo al proprio compito di regolatore, ha esclusivamente azionato le leve di cui dispone per immettere liquidità nel sistema al fine di contrastare una pericolosa crisi di liquidità
Sarebbe utile, a questo punto, domandarsi cosa sarebbe accaduto se la BCE avesse esitato, evitando di intervenire con decisione e tempestività.
Forse le Banche, pressate da esigenze di liquidità, sarebbero corse a liquidare i portafogli di proprietà, riversando sul mercato massicce quantità di titoli, in prevalenza governativi, producendo un vero e proprio terremoto sui mercati.
Lo spread si sarebbe impennato fino a valori a tre cifre, con disastrose conseguenze per il sistema bancario, il risparmio, le imprese e le famiglie.

3 commenti:

  1. Caro Ugo, sono pienamente d'accordo con te. L'intervento della BCE e' stato fondamentale per evitare che la crisi di liquidita' arrivasse a un punto di non ritorno. Gli Americani suonano sepmre la stessa musica: quella che conviene a loro. L'Euro prima della crisi, circa inizio 2009, era sul punto di diventare un alternativa al Dollaro USA come valuta di riferimento mondiale. Se cio fosse successo e l'ammontare di riserve valutarie arabe, cinesi e mondiali investite in USD sarebbe diminuito sostanzialmente a favore dell'Euro riducendo cosi la disponibilita' totale di investitori ad acquistare titoli del governo americano. Gli americano vogliono un Dollaro basso per esportare e un Eurto scassato per piazzare il loro debito che, consolidando quello di Frediemac e Fannymae possedute al 100%, arriva al 120 % circa del GDP USA..... Fammi avere tue notizie. Cordialmente e auguri di buon anno. Giulio Codacci

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  2. caro Giulio,
    ho letto il tuo articolo sul Financial Times e non posso che convenire con te sulla tesi esposta. Gli Americani fanno la loro politica e purtroppo si trovano di fronte un'Europa "vecchia" e divisa. Speriamo che i nostri governanti se ne rendano conto.

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  3. Caro Ugo,
    questo post è particolarmente interessante. Chiarisce come hanno funzionato (ancora meglio se viste a posteriori), cose che sfuggono facilmente ai non addetti ai lavori. La stampa infatti riporta solo ciò che fa più "indignazione" a scapito dell'informazione. Sapere che i prestiti all'uno percento (che al normale pubblico sembra un regalo), sono diventati poi poco convenienti in un mercato allo 0,54 è illuminante riguardo alla comprensione di tali avvenimenti.
    Grazie, ciao, Gigi

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